SALVA IL TUO GINOCCHIO DALL'ARTROSI!

L’artrosi colpisce tutti i vertebrati ed e’ di comune riscontro anche negli animali, e’ la malattia cronica oggi piu’ frequente, basti pensare che segni di artrosi possono essere riscontrati in circa un terzo delle persone sotto ai 30 anni mentre colpisce quasi la totalita’ delle persone sopra i 60 anni.

Circa il 50% delle persone affette da artrosi lamenta disturbi tali da consultare il proprio medico ed assumere farmaci antinfiammatori.

Con il termine artrosi ci riferiamo a processi degenerativi con rammollimento od erosione delle cartilagini articolari ed interessamento delle strutture circostanti, in particolare l’osso e la membrana sinoviale.

La cartilagine e’ un tessuto elastico che agisce come ammortizzatore d’urto e diminuisce l’attrito tra un osso e l’altro. Nell’artrosi assistiamo ad una progressiva usura della cartilagine con diminuzione del movimento articolare, rigidita’ ,dolore ed infine deformita’.

Solo una minima parte dei soggetti affetti da artrosi necessitano un trattamento chirurgico ed oggi sono disponibili molteplici approcci terapeutici  a partire dalle cure fisiche e fisiochinesiterapiche,ai supplementi dietetico alimentari; negli ultimi anni ha inoltre assunto importanza la somministrazione di acido ialuronico per via intrarticolare oltre all’impiego di vari tipi di ortesi atte a modificare il carico articolare.

L’artrosi si sviluppa spesso in assenza di una causa precisa ed in questo caso viene definita “idiopatica”. Quando l’artrosi si instaura a seguito di insulti traumatici ,infezioni,  malattie ereditarie,metaboliche od altre condizioni patologiche, viene definita “secondaria”.

Tra i fattori di rischio rammentiamo:L’eta’, poiche’ assistiamo purtroppo con l’invecchiamento ad una progressiva usura articolare,il sesso (maggiore rischio nella donna),l’ obesita’ ed il sovraccarico funzionale che puo’ essere dovuto all’attivita’ lavorativa o sportiva. Occorre inoltre ricordare che pregresse lesioni traumatiche articolari,cosi’ come l’instabilita’ articolare soprattutto se associata a meniscectomia e l’ipotonia muscolare possono favorire l’instaurarsi di un quadro artrosico del ginocchio.

Trattamento

In primo luogo e’ compito del medico l’educazione del paziente, talora e’ necessaria  una modifica delle attivita’ lavorative o sportive, oppure il paziente deve essere indirizzato verso un programma di terapie fisiche e riabilitative con mobilizzazione e rinforzo muscolare,tali semplici cure associate alla diminuzione del peso corporeo possono efficacemente contribuire nella riduzione dei sintomi ed aumentare la residua “vita articolare”.L’adozione di solette plantari e/o ginocchiere sono utili per modificare l’asse di carico diminuendo lo stress della zona usurata.

La terapia farmacologia non dovrebbe essere utilizzata con la disinvoltura con cui spesso e’ impiegata,ciononostante riveste un ruolo fondamentale nel controllo del dolore nelle fasi iperacute: i farmaci antinfiammatori  diminuiscono la sintesi delle prostaglandine e riducono di conseguenza  il dolore, dovrebbero essere utilizzati in modo intermittente poiche’ un loro impiego per periodi prolungati puo’ provocare effetti collaterali importanti.

Il cortisone soprattutto se iniettato a livello intrarticolare e’ un farmaco pericoloso da utilizzarsi con cautela. Medicinali alternativi quali la cartilagine di squalo, il condroitin-solfato e la glucosamina possono essere  impiegati per il trattamento dell’artrosi del ginocchio .

Le elettrostimolazioni (Tens)  offrono sovente un temporaneo beneficio in assenza di effetti collaterali; anche l’agopuntura e’ un trattamento impiegato nel trattamento del dolore e dovrebbe essere indagato piu’ a fondo per dimostrare il meccanismo di azione ed il corretto utilizzo.

Terapie fisiche, caldo/freddo, ultrasuoni, magneto/radar, onde d’urto,possono dare beneficio e non hanno controindicazioni di rilievo.

Infiltrazioni intrarticolari con acido ialuronico si sono rilevate utili sia per diminuire il dolore e la tumefazione articolare che per favorire i processi riparativi nelle lesioni di modesto grado; la cartilagine e’ infatti costituita dai proteoglicani che vengono precocemente danneggiati dal processo artrosico, anche l’acido ialuronico e’ un componente del liquido sinoviale e gioca un ruolo fondamentale nella lubrificazione articolare ed il suo livello diminuisce nel processo artrosico.Una nuova strategia per la cura dell’artrosi nelle fasi precoci e’ la somministrazione di acido ialuronico con elevata viscosita’ iniettato intrarticolarmente. Recenti studi hanno dimostrato che tali benefici effetti tendono a mantenersi per diversi mesi.

Un ‘ altra strategia impiegata recentemente per limitare il sovraccarico articolare e’ l’utilizzo di particolari ginocchiere che, indossate durante lo sport, diminuiscono il carico articolare nella parte soggetta ad usura (unloading braces). Nuove ricerche hanno dimostrato la capacita’ di questi tutori di normalizzare il carico articolare in soggetti con anomalie dell’asse articolare (ginocchio varo/valgo).

Movimento, esercizio fisico e controllo del peso corporeo sono infine il sistema piu’ semplice ed alla portata di ognuno per limitare il rischio dell’artrosi, e’ fondamentale esercitare l’articolazione almeno una volta al giorno privilegiando attivita’ con limitato carico (bicicletta, nuoto, esercizi in palestra). Pochi minuti sono sufficienti a mantenere un buon tono muscolare,la mobilita’ e flessibilita’ articolare; l’esercizio non deve procurare dolore o tumefazione articolare ed e’ necessaria una guida esperta onde evitare attivita’ sbagliate o sovraccarichi. La posizione in cui si dorme (evitare di stare molte ore rannicchiati) e 5 minuti di stretching al risveglio aiuteranno ad affrontare meglio il nuovo giorno.

Trattamento chirurgico:

Quando nonostante la prevenzione e le cure mediche e fisiochinesiterapiche i disturbi persistano e’ necessario pensare alla possibilita’ di un trattamento chirurgico.

Distinguiamo tra  i trattamenti chirurgici quelli effettuati in artroscopia: da quelli eseguiti a cielo aperto: i primi comprendono il lavaggio articolare ,la pulizia con shaving cartilagineo ed offrono un beneficio a medio termine con una minima morbilita’.

Altri trattamenti artroscopici quali la condroplastica, le microfratture od i trapianti di cartilagine richiedono un periodo di scarico articolare ed una attenta e lunga riabilitazione.

Si ricorre alla chirurgia aperta quando sia necessario modificare l’asse articolare con un intervento di osteotomia, oppure quando i danni artrosici siano cosi’ importanti da richiedere la sostituzione dell’articolazione del ginocchio con una protesi; tale intervento dovrebbe essere considerata “l’ultima spiaggia” poiche’ nonostante le moderne componenti proteiche dimostrino proprieta’ meccaniche tali da consentire un buon movimento ed una notevole resistenza all’usura e’ pur vero che un soggetto relativamente giovane che sollecita molto l’articolazione tendera’ ad usurare molto prima la protesi richiedendo cosi’ la sostituzione delle stessa, cosa possibile ma non scevra da rischi.

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